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Permesso di Soggiorno per Motivi Familiari al Partner Straniero Convivente: Guida Completa 2025

Il tuo partner straniero può ottenere il permesso per motivi familiari anche senza matrimonio? Sì, se convivete. Scopri come ottenerlo legalmente.

Hai una relazione stabile con un partner straniero ma non siete sposati?
Vorreste vivere insieme regolarmente in Italia, ma vi siete scontrati con burocrazia, richieste strane o risposte confuse dalla Questura?

La buona notizia è che il permesso di soggiorno per motivi familiari è ottenibile anche senza matrimonio, se la convivenza è effettiva e documentata.

In questa guida ti spiego:

  • quando si può chiedere questo permesso,
  • quali documenti servono davvero,
  • cosa fare se la Questura fa ostruzione,
  • e come tutelare i tuoi diritti.

Cos’è il permesso per motivi familiari?

È un tipo di permesso di soggiorno previsto dalla legge italiana che permette a cittadini stranieri di vivere in Italia sulla base di un legame familiare con un cittadino italiano o europeo.

Non serve che il legame sia matrimoniale: la legge riconosce anche le convivenze di fatto, purché reali, stabili e dimostrabili.

Questo vale anche se il partner straniero è:

  • privo di permesso,
  • in una situazione irregolare,
  • con un visto scaduto.

La convivenza dà diritti (anche senza matrimonio)

Negli ultimi anni, la legge italiana – e ancora di più la giurisprudenza – ha chiarito una cosa molto importante:
non serve essere sposati per vedere riconosciuta una relazione stabile tra due persone.

Se c’è una convivenza concreta, duratura e documentata con un cittadino italiano (o europeo), è possibile chiedere il permesso per motivi familiari, proprio in virtù di questo legame.

La convivenza non è un “ripiego” rispetto al matrimonio, ma un modello familiare riconosciuto e tutelato, anche nei confronti dei cittadini stranieri.

Chi può richiedere il permesso per motivi familiari?

Il permesso può essere richiesto dal partner straniero che:

  • convive con un cittadino italiano o comunitario in modo stabile,
  • è in grado di documentare la relazione affettiva e la convivenza reale,
  • risiede (o può risiedere) nello stesso domicilio del partner,
  • non sussistono cause ostative (es. pericolosità sociale),
  • ha un passaporto valido e il certificato di stato libero.

👉 Non è necessario il matrimonio.

👉 Non è necessario avere già un permesso valido.

👉 Non è obbligatorio avere figli.

👉 La convivenza è la base giuridica sufficiente

👉 Non è richiesto un certo numero minimo di anni di convivenza (ma più è duratura, meglio è).

Documenti necessari per ottenere il permesso di soggiorno per conviventi

Per ottenere il permesso di soggiorno per motivi familiari in favore del partner straniero convivente, è necessario presentare la seguente documentazione:

  • Passaporto valido del partner straniero
  • Documento d’identità del cittadino italiano o europeo
  • Certificato di residenza congiunta
  • Dichiarazione di convivenza anagrafica
  • Codice fiscale del partner straniero
  • Modulo di richiesta compilato (modulo 209 o equivalente)
  • Marca da bollo da 16 euro
  • Ricevuta del versamento per il permesso di soggiorno

È importante che i documenti siano in corso di validità e completi per evitare ritardi o respingimenti della domanda.

Inoltre, per dare concretezza alla richiesta, non dovrebbe mancare:

  • Certificato di stato libero del partner straniero (rilasciato dal Paese d’origine o dal consolato);
  • Contratto d’affitto cointestato oppure dichiarazione di ospitalità;
  • Iscrizione anagrafica allo stesso indirizzo, anche se in corso di richiesta;
  • Dichiarazione anagrafica di convivenza oppure un contratto di convivenza firmato e registrato (facoltativo ma utile);
  • Prove fotografiche della vita quotidiana insieme (vacanze, casa, eventi…);
  • Eventuali bollette, spese comuni, testimonianze di amici o parenti.

L’obiettivo è dimostrare che vivete insieme, da tempo, in modo stabile e autentico, non per convenienza.

Come si presenta la domanda?

La richiesta va fatta presso la Questura territorialmente competente, presentando:

  1. Modulo di richiesta compilato,
  2. Tutti i documenti sopra elencati,
  3. Una fotocopia del documento del partner cittadino italiano o europeo,
  4. Marca da bollo e foto tessera.

Dopo la presentazione, la Questura potrà:

  • chiedere integrazioni,
  • fissare un colloquio,
  • oppure procedere direttamente con il rilascio.

Alcune Questure fanno più resistenza di altre. Ma la normativa è chiara: la convivenza stabile genera un diritto.

E se il partner è irregolare?

Uno dei grandi dubbi è proprio questo:

“Ma se il mio partner non ha un permesso valido, può comunque chiedere il permesso per motivi familiari?”

La risposta è sì, in molti casi può farlo.
Ci sono infatti situazioni in cui la legge consente il rilascio del permesso anche a chi:

  • è entrato con visto ma ha poi perso la regolarità,
  • è rimasto dopo la scadenza del permesso precedente,
  • non ha ancora avuto accesso a un permesso regolare.

La chiave è dimostrare la convivenza con un cittadino italiano o UE, e presentare un dossier completo.

Si può richiedere il permesso ex art. 30, comma 1, lett. b) del T.U. Immigrazione, che tutela l’unità familiare e affettiva.

La regolarizzazione tramite questo tipo di permesso non è automatica, ma è prevista dalla legge e sostenuta da un’ampia giurisprudenza favorevole.

Cosa fare se la Questura rifiuta?

Può succedere che la Questura:

  • rifiuti la domanda senza una motivazione chiara,
  • pretenda documenti non previsti,
  • rimanga in silenzio per mesi.

In caso di rifiuto, silenzio o richieste illegittime:

  1. Richiedi una risposta formale
  2. Presenta una istanza scritta con documentazione integrativa
  3. Valuta un ricorso legale, con richiesta al giudice di riconoscere il diritto al permesso

In numerosi casi, i Tribunali italiani hanno ordinato alla Questura di rilasciare il permesso, anche in assenza di vincolo matrimoniale, proprio sulla base della convivenza.

Quanto dura il permesso? Cosa consente?

Il permesso di soggiorno per motivi familiari:

  • ha validità di 2 anni,
  • è rinnovabile,
  • può essere convertito in permesso per lavoro,
  • consente l’accesso al Servizio Sanitario Nazionale,
  • permette di lavorare e iscriversi all’INPS.

È uno dei permessi più tutelanti, sicuri e flessibili, pensato per stabilizzare situazioni familiari anche complesse.

Nota: Di solito, il primo rilascio ha durata di:

  • 1 anno, se la convivenza è recente o in fase iniziale,
  • 2 anni, in presenza di documentazione solida.

Matrimonio e convivenza: differenze

Contrariamente a quanto molti pensano, non serve sposarsi per regolarizzare la posizione del partner.

La convivenza:

  • è riconosciuta come legame familiare,
  • dà accesso a diritti simili a quelli matrimoniali,
  • richiede però più attenzione nella documentazione.

Serve più lavoro “burocratico”, ma i risultati possono essere gli stessi.

CONCLUSIONE

Il permesso di soggiorno per motivi familiari non è riservato solo ai coniugi.
Anche le coppie conviventi, se la relazione è documentata, hanno il diritto di vivere insieme legalmente e serenamente in Italia.

Se il tuo partner è straniero e condividete la vita quotidiana, puoi aiutarlo a ottenere un permesso stabile, sicuro, e riconosciuto dalla legge.

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FAQ – Domande frequenti

1. Possiamo ottenere il permesso anche se non siamo sposati?

Sì. Serve dimostrare una convivenza effettiva e stabile.

2. Il partner è irregolare: è un problema?

No, se la convivenza con cittadino italiano o europeo è reale e documentata.

3. Serve il contratto di convivenza?

Non è obbligatorio, ma è molto utile come prova.

4. Quanto dura il permesso?

Due anni, con possibilità di rinnovo e conversione.

5. La Questura può rifiutare senza motivare?

No. Ogni rifiuto va motivato e può essere impugnato legalmente.

Immagine di Redazione Permesso Per Conviventi
Redazione Permesso Per Conviventi

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